In Le invasioni barbariche in Italia, Pasquale Villari ricostruisce la crisi dell'Impero romano d'Occidente e le successive incursioni e dominazioni germaniche nella penisola, dagli eventi c
In Le invasioni barbariche in Italia, Pasquale Villari ricostruisce la crisi dell'Impero romano d'Occidente e le successive incursioni e dominazioni germaniche nella penisola, dagli eventi che condussero alla caduta di Roma fino alla formazione dei regni barbarici. L'opera non si limita alla cronaca militare: esamina i mutamenti istituzionali, sociali, economici e culturali prodotti dall'incontro fra tradizione romana e popolazioni gotiche, longobarde e franche. Il metodo, fondato sull'analisi critica delle fonti e su una narrazione limpida, risente della storiografia positivistica ottocentesca, pur conservando un forte interesse civile per i processi di decadenza, trasformazione e rinascita nazionale. Villari, storico e uomo politico napoletano, fu una figura eminente della cultura liberale italiana postunitaria. Professore a Pisa e a Firenze, partecipò al dibattito sul Risorgimento e dedicò numerosi studi ai problemi storici e sociali dell'Italia, soprattutto alla questione meridionale. Il suo interesse per le invasioni barbariche nasce dunque dall'esigenza di comprendere, attraverso il passato, le origini della frammentazione politica italiana e le difficoltà della costruzione dello Stato nazionale. Il libro è consigliato a chi desideri avvicinarsi alla tarda antichità e all'alto Medioevo mediante una prospettiva ampia, interpretativa e attenta ai nessi fra storia politica e storia sociale. Pur riflettendo le categorie del proprio tempo, offre una lettura stimolante per comprendere come la storiografia ottocentesca spiegasse la continuità e le fratture della civiltà italiana.